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Kristine Heebøll

 

 

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Northern traditions

Questa  recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista   

“Folk Bulletin: musica, danza, tradizione” (per ogni utilizzo di questi materiali contattarla preventivamente)

   

“TRIO MIO”

     Kristine Heebøll

GO’ Folk Music - GO0204

2004

Folk Progressivo, DANIMARCA

 

Partiamo dal presupposto che voi siate degli amanti della musica scandinava. Magari di quella svedese, generalmente dispensatrice di grandi qualità musicali.

Presupponiamo poi che abbiate ascoltato qualcosa di musica danese, che abbiate capito che qui non si trovano solo polke e hopsa allegre. Che abbiate compreso che pur non risiedendo nelle penisola Scandinava, la Danimarca abbia storicamente e culturalmente molti legami con i “freddi” paesi più a nord (specialmente con la Svezia).

Beh, se così fosse intanto vorrei conoscervi (avremmo molte cose di cui parlare) poi vi consiglierei di non perdere questo disco. Ascoltandolo sentireste gli echi di quanto detto: una produzione originale e di grande qualità, un atmosfera che pur rifacendosi ad alcuni elementi tradizionali danesi ricorda molte sonorità della vicina Svezia.

Non conoscevo fino ad ora Kristine Heebøll, se non per aver suonato nel gruppo Phønix. Non conoscevo i suoi precedenti progetti (HeebøllVinther e altri vari), né le sue doti di violinista e compositrice. In questo disco si accompagna con lo svedese Jen Ulvsand (chitarra e bouzouki), con precedenti esperienze nel gruppo svedese di folkrock Åvadå, e con il pianista e fisarmonicista danese Nikolaj Busk.

Cosa mi affascina di più? Intanto l’atmosfera che ben ricorda quelle produzioni musicali in cui la dolcezza e la finezza delle esecuzioni e la delicata forza naturale dei suoni è capace di avvolgere l’ascoltatore dal primo all’ultimo brano. Poi gli arrangiamenti fatti con estrema intelligenza e ingegnosità: l’amalgama che ne risulta tra violino, piano e chitarra è perfetta. Ma forse ciò che apprezzo di più sono le composizioni, quasi tutte di Kristine. Si sente la sua padronanza del mondo musicale della polska, la conoscenza delle sue regole e delle sue libertà. Le melodie sono molto belle e sognanti. Anche il mondo della musica classica non è estraneo ai suoi interessi, nel disco si accompagna con un quartetto d’archi con composizioni e arrangiamenti di ottimo livello che, pur di non difficile ascolto, starebbero comodi anche in un disco di musica contemporanea.

Insomma grande entusiasmo, il mio.

Kristine Heebøll in “Trio Mio” ha trovato il suo trio, speriamo che non lo perda mai.

 

 TIZIANO MENDUTO

 

 

                                  

GO’ Folk Music

Ribe Landevej 190

DK-7100 Vejle

Denmark

go@folkmusic.dk

 

 

   

“Pigeon Folk Pieces”

     TRIO MIO

GO’ Folk Music - GO0805

2005/2006

Folk Progressivo, DANIMARCA

 

 

Il successo del precedente disco di Kristine Heebøll, chiamato Trio Mio - un disco apprezzato e premiato anche da noi con un bollino di FBis! – deve aver dato le ali a questo progetto musicale e convinto che i risultati ottenuti dovevano meritare un gruppo stabile. Da qui la traslazione: da titolo del disco a nome del gruppo.

Non si parla più di un disco di Kristine, violinista e compositrice, ma di un trio in cui lo svedese Jen Ulvsand (chitarra e bouzouki) e il pianista e fisarmonicista danese Nikolaj Busk sono partner stabili e a pieno titolo, firmatari di una metà delle composizioni.

Il Suo Trio (di Kristine) è creato, esiste con una maggiore libertà espressiva, addirittura si permette degli ospiti (il trombettista Jakob Holdensen in Edderflugen). Insomma una relazione che ora è diventata, se non un matrimonio, almeno un “trio di fatto”.

D’obbligo, allora, chiedere di più. Ma pretendere di più da un gruppo che si è appena premiato per la precedente alta qualità, espone generalmente a delusioni.

Ebbene, consolatevi ascoltatori pretenziosi, l’ascolto non delude. Anzi.

In Pigeon Folk Pieces continua questo percorso in cui, come si era già detto in passato, le radici classiche, tradizionali e jazz dei diversi componenti riescono perfettamente a fondersi in un prodotto di grande qualità che ricorda le migliori odierne  produzioni che arrivano dalla Svezia. Il tutto con ottime composizioni e un affiatamento invidiabile che si può riscontrare, ad esempio, in Kolle Polle, una sorta di polska collettiva a tre mani.

Tutto il resto del disco è una mirabile successione di unisono e di arrangiamenti a volte quasi contrappuntistici che non lasciano fiato. Di idee ritmiche, come in Gamla Lundagatan (nome di una via di Stoccolma) o di idee timbriche che portano alla tromba di Holdensen in Edderfuglen (nome della barca che durante la seconda guerra mondiale servì a molti ebrei per scappare da Danimarca verso la Svezia).

Che dire d’altro?

Irrinunciabile.

 

 TIZIANO MENDUTO

 

 

Questa  recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista   

“Folk Bulletin: musica, danza, tradizione” (per ogni utilizzo di questi materiali contattarla preventivamente)

                                  

GO’ Folk Music

Ribe Landevej 190

DK-7100 Vejle

Denmark

go@folkmusic.dk