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B.Persson e la polska

 

 

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Northern traditions

 

Polska, che passione!

dialoghi brevi e appassionati con insegnanti svedesi di polska

 

E' raro essere contattati dal protagonista di un intervista. Eppure è successo proprio così. In una notte del folk festival di Falun, sotto un tendone, stavo ballando non ricordo bene se una scottish o una polska e mi stavo godendo il piacere della musica svedese. Uno svedese mi ferma e in un inglese difficile, mai stentato quanto il mio, mi chiede di dove fossi e dove avessi imparato le danze. Bert Persson, questo era il nome, era niente popodimeno che l'insegnante ufficiale, insieme a Jeanette Jansson, di polske. Invitato al suo stage, non ho potuto resistere alla tentazione e, con l'aiuto di un traduttore, ho scambiato due chiacchiere veloci e, purtroppo, come vedrete molto generali.

 

intervista a cura di

Tiziano Menduto

 

 

Siamo in Svezia e un italiano viene a parlarvi delle polske ballate a Milano. Non vi pare una cosa strana?

Bert Persson: Io so che in diverse parti del mondo la gente danza la polska: gli Stati Uniti,Il Giappone ed in Europa: Belgio, Olanda, Francia. E' come in Svezia: molta gente balla il Tango, il Flamenco, la gente incontra altre culture. E' qualcosa che ha a che fare più con la gente che non con i confini fisici delle nazioni.

Quale e' il rapporto fra gli svedesi e la polska?

BP: Vi sembrerà strano ma nessuno sa cosa è.

Jeanette Jansson: Penso che sia facile in Svezia trovare ad esempio corsi di Flamenco, Hip-hop, Salsa, Tango, ma davanti ad una polska la gente non sa cosa fare.

BP: Io lavoro all'Università Cattolica a Stoccolma e vedo però che gli studenti di oggi cominciano sempre più spesso a chiedere di ballare la polska.

Anche i programmi ministeriali sono cambiati. I bambini iniziano a ballare la polska fin dalla scuola primaria. La nuova generazione saprà molto di più della musica e danza tradizionale e questo anche per merito di molti gruppi musicali, ad esempio gli Hoven Droven, che si rivolgono ad un pubblico giovanile.

Come presentereste la polska, come danza, ad una persona che non ne ha mai sentito parlare?


BP: Direi che e' una danza per lo più in ¾, una danza di coppia che comprende tra le sue figure il giro. Sicuramente e' una danza molto intima ed è tradizionale in Svezia.

Detto questo possiamo provare a conoscerla un po' di più. Quali e quanti sono gli stili di polska, dal punto di vista della danza, in Svezia?


BP: Dipende da come si vuole dividerli. Si può dire che ce ne siano almeno 3. Dove il primo gruppo,il più antico, è quello in cui si gira attorno ad uno stesso punto. Un altro tipo è quello che noi chiamiamo "Roundpolska", che forse e' il tipo piu' comune. Ogni gruppo si può poi dividere in diversi sottogruppi a seconda della musica.

Nei paesi in cui l'interesse per la polska è appena arrivata si tende a ballare sempre allo stesso identico modo.... Il modo di ballare la polska non dovrebbe cambiare, ad esempio, se variano gli accenti musicali, ritmici?

BP: Certo, dovrebbe cambiare. Un bravo danzatore dovrebbe seguire la musica perché la musica e la danza, in Svezia, sono molto legate ,si sviluppano insieme. Anche a seconda dei paesi o delle regioni si trovano ritmi diversi e a un ritmo diverso dovrà corrispondere una danza diversa... Lo stile musicale corrisponde sempre allo stesso stile della danza, c'è una flessibilità. Ma ricordiamoci anche che la danza segue la musica. E non si parla solo di movimenti di piedi, che possono essere diversi di volta in volta, si parla di un movimento più globale.

Ieri ho intervistato una danzatrice della regione Smäland che mi ha parlato, a proposito di tipologie di polske, della presenza di molte "slängpolska"...
 
BP: Quel tipo di musica sopravvive nel Sud della Svezia. Al Nord (in realtà il centro-nord effettivo, n.d.r.) le differenze tra tipi diverse di polske sono maggiori,anche perché in quelle regioni la musica e' scomparsa e ci sono state delle ricostruzioni.

So che lei insegna polska addirittura dal 1966. In tutti questi anni c'è stata una evoluzione nel modo di ballare?

BP: Beh, io sono stato parte di questa evoluzione. Al giorno d'oggi trovi persone che sono più libere nel modo di danzare la polska, ma quando ho iniziato era necessario rispettare precisamente certe regole. Poi ho incontrato un uomo che è diventato il mio maestro e che aveva vissuto al Sud della Svezia, a Stoccolma, dove aveva incontrato gente anziana che ballava la "slängpolska". Io ho cercato inizialmente di seguire alla lettera quello che era scritto sui libri, ma poi ho cercato di capire cosa la polska significasse per me. Oggi anch'io sono più libero e cerco di interpretare la danza.

In Svezia esistono dei diplomi per musicisti e danzatori,cosa ne pensa?

BP: Beh, esistono dei corsi universitari, per esempio a Stoccolma, e anche delle situazioni che rilasciano degli attestati dopo aver seguito un corso e previo il superamento di un test.

 

Cosa vuole dire a noi italiani che balliamo la polska svedese?

BP: Mi piacerebbe dire ognuno la balli finché ci si diverte. Deve diventare una passione, qualcosa che si ama fare.