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Estonia

 

 

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Northern traditions

 

Intervista pubblicata per gentile concessione della rivista “Folk Bulletin: musica, danza, tradizione”.

 

 

Estonia, runo song e mondo baltico

Tradizioni e cultura in Estonia

 

Partecipando ad un seminario di una fondazione europea ho incontrato Tiina Selke.  Docente dell’Università di Tallin, Tiina da molti anni si interessa alle tradizioni del suo paese, l’Estonia e promuove progetti per l’insegnamento di queste, specialmente il canto runico, nelle scuole. Non ho perso tempo e, cercando di allargare gli orizzonti del mio e vostro interesse per la musica nordica, le ho proposto questa breve intervista.

 

Intervista a cura di Tiziano Menduto

 

 

E’ difficile affrontare in modo generico il tema delle tradizioni di un intero paese. Immagino che anche in Estonia esistano tradizioni e repertori tradizionali molto diversi...

 

Ci sono in Estonia due tipi di musica tradizionale, una musica tradizionale più antica, che comprende canzoni di tradizione ugrofinnica, vicino al mondo finlandese, e altre di origine ungherese… Musiche che però sono iniziate a scomparire verso la fine dell’800.

Tuttavia in Estonia alcuni ricercatori del XX secolo si riunirono per cercare di ridare vita a queste melodie, in modo particolare a quelle che avevano a che fare con il mondo delle runosong (forma di poesia e canto anticamente diffusa nell’area balto-finnica con ritmica ed estensione melodica particolare, n.d.r.). Quindi questo tipo di musica cominciò ad essere riportato in vita verso il 1930 e conobbe una specie di boom, il revival, negli anni ‘70 tanto da essere praticata anche nelle scuole. In quegli anni conoscere queste tradizioni era diventata una tendenza, una moda.

Esiste tuttavia anche un altro tipo di musica, una sorta di nuova musica tradizionale che è apparsa nel secolo XIX ma ha avuto un boom nel secolo XX, influenzata da altri paesi come Polonia e Ungheria e da ritmi come valzer e polka.

Tra le danze relative a quest’ultimo periodo troviamo anche danze come il Pas d’Espagne che dimostra quante influenze la tradizione estone abbia vissuto nel tempo.

 

C’è qualche zona dell’Estonia che ha meglio conservato le proprie tradizioni?

 

Una piccola parte dello strato più antico della tradizione è ancora vivo nella parte del Sud-Est dell’Estonia dove vive una popolazione di nome Setu. Una popolazione con una propria cultura che è riuscita a conservare la tradizione del canto runico (runosong).

 

 

Hai già accennato, riguardo alle tradizioni, alle influenze di altri paesi. Vorrei approfondire quest’aspetto anche per comprendere quali siano le affinità e le distanze con la cultura baltica, scandinava e russa.

 

E’ una domanda interessante. La Lettonia, l’Estonia, la Lituania e la Finlandia, e spesso molte zone della Russia, vivono una stessa natura ambientale, spesso agricola… Anche per questo motivo gli strumenti sono approssimativamente gli stessi, anche se i nomi cambiano di volta in volta. Ad esempio in Lituania si possono trovare gli stessi strumenti che si suonano in Lettonia o in alcune zone della Russia. Nonostante ciò esistono anche grandi differenze tra culture diverse e questo lo si può vedere molto nelle canzoni.

Io personalmente ho studiato i canti e gli strumenti musicali che si potevano trovare in territorio russo, anche per comprenderne le differenze con i nostri, e ho notato che nelle zone dove è presente il nostro kannel (sorta di cordofono affine alla famiglia delle cetre e al corrispondente cugino finlandese, il kantele, n.d.r.) si trovavano anche melodie molto simili alle nostre ma tuttavia suonate con una tecnica diversa, silile a quella della balalaika russa.

Tornando al mondo baltico in Estonia e in Lettonia si possono trovare stesse canzoni ma con nomi diversi e, chiaramente, in lingue diverse.

Ma per capire le differenze bisogna anche comprendere le differenze linguistiche di questa zona del mondo: le lingue si suddividono in lingue di origine ugro-finnica come il finlandese e l’estone e lingue di origine baltica come il lituano e il lettone, lingue che hanno avuto una grande parentela con la lingua prussiana e che appartengono insomma al ceppo germanico.

 

Dunque si può dire che esistono proprio due mondi culturali separati, il mondo baltico e quello ugro-finnico?

 

No, la differenza linguistica non è mai diventata una vera e propria differenza culturale. Anche se specialmente nell’ambito del canto questo ha creato una grande differenza che si esplicita nel ritmo delle parole e dunque della melodia.

 

Riguardo alle vostre affinità con il mondo finlandese esistono delle saghe, delle storie, dei poemi simili a quelli raccolti a fine ‘800 nel poema “Kalevala”? Le avventure dell’eroe finlandese Väinämönen descrivono un mondo leggendario che non è arrivato in Estonia?

 

In realtà a fine ‘800 anche in Estonia, per mano di Friedrich Reinhold Kreutzwald, nacque un poema epico nazionale, il Kalevipoeg, che raccoglieva molti antichi racconti.Tuttavia ci sono differenze, ad esempio le divinità che si incontrano nella storia di questi paesi. Per quanto riguarda la cultura le affinità e le differenze dipendono proprio, come si diceva prima, dalle specificità territoriali, dal tipo di attività che vi si svolgevano. Canzoni, strumenti, storie dipendono da questo e per questo la cultura mitologica estone ha molte cose in comune con quella finnica.

 

Tu hai parlato di divinità del passato. Ma nel presente? Quali sono i culti, le religioni ufficiali di questi paesi?

 

In Finlandia, in Estonia e in Lettonia la religione dominante è quella protestante, mentre in Lituania la religione predominante, a causa delle influenze polacche, è quella cattolica. C’è da tener conto però che in tutte le regioni al confine con il territorio russo la religione più diffusa è quella ortodossa.

 

Ma quali sono, invece, i legami con il mondo scandinavo?

 

Tornando alle influenze culturali si può dire che se c’è una parte dell’Estonia che è stata influenzata dal mondo russo, ce n’è un'altra influenzata dalla Scandinavia. Ci sono addirittura alcune isole estoni che nei vecchi manoscritti avevano un nome svedese (ad es. l’odierna isola di Saaremaa), ma anche sul continente si trovano molti paesi con nomi svedesi, specialmente in una regione.

Molti svedesi abitano ancora in Estonia anche se una parte di loro è scappata durante la seconda guerra mondiale. In tutte queste zone l’influenza della cultura tradizionale svedese e norvegese è molto forte.

 

Credo che un esempio interessante possa essere l’isola di Runö, un’isola che ha una straordinaria storia musicale conosciuta attraverso il lavoro di ricerca negli anni ’30 di ricercatori svedesi…

 

Si, in quest’isola estone è sopravvissuta per circa 600 anni una popolazione svedese. Popolazione che è tornata interamente nella patria originaria prima della seconda guerra mondiale.

 

Puoi darci qualche informazione sugli strumenti musicali tradizionalmente suonati in Estonia?

 

Ci sono, anche in questo caso, notevoli differenze tra la musica tradizionale più antica e quella più recente. Tra gli strumenti più antichi troviamo il kannel, un parente stretto del kantele finlandese e di altri strumenti del nord europa. Poi si possono trovare diversi tipi di flauti o anche strumenti a fiato costruiti all’interno di corna di animali o utilizzando le loro pelli, come nel caso del torupill, cioè della cornamusa. Molti dei cordofoni antichi avevano solamente una corda- come il põispill- o comunque poche corde. Uno strumento con poche corde era il moldpill (strumento simile ad un dulcimer o un’epinette, n.d.r.), uno strumento con 3 corde che assomigliava ad a una sorta di scodella usata per l’alimentazione degli animali.

Il kannel alla fine del ‘900 si è modernizzato e dalle 5 corde è arrivato ad averne anche 30. La cornamusa, quasi scomparsa intorno agli anni ‘20 è stata sostituita sempre più dall’organetto diatonico. Tra gli strumenti usati nella musica più recente c’è anche il violino.

 

 

Ci puoi dire qualcosa riguardo alle danze estoni?

 

Sicuramente si può dire che le danze più antiche sono relative al repertorio dei canti a ballo. Da noi non esiste, come in altre parti del mondo nordico, la polska, ma, come in altri paesi, la polka. E la polka da noi ha avuto un grande successo nel XIX° e XX° secolo. I ritmi di valzer e polka si sono diffusi grazie anche alla diffusione degli strumenti musicali prima, del grammofono e della radio poi.

 

Se uno volesse conoscere la musica estone in Estonia, ci sono dei festival da non perdere?

 

Beh, uno dei più importanti festival è sicuramente il Baltica International Folklore Festival che si svolge nel mese di luglio in uno dei paesi baltici: Lettonia, Lituania o Estonia. E’ un festival che attira ogni anno una marea di gruppi musicali e di danza. Ma anche altri festival sono molto interessanti. Per esempio il Võru Folk Festival e il Festival di Viljandi. In particolare quest’ultimo, che si svolge generalmente alla fine di luglio, ha avuto un grande ruolo nel far conoscere la musica tradizionale dopo il revival degli anni ’70. Inizialmente dedicato solo alla musica estone, oggi si interessa alla musica di molti paesi ed è particolarmente seguito dai giovani.

Poi ci sono anche importanti festival di musica corale che da noi è molto praticata : sono festival molto importanti per l’identità estone. Il più importante di questi ultimi ha aperto i suoi battenti nel 1869 e si è specializzato nei canti a otto voci.

 

Insomma sembrerebbe che la musica tradizionale in Estonia stia vivendo un momento di grande interesse…

 

Nell’evoluzione della conoscenza della musica popolare ci sono state in realtà quattro tappe importanti: la prima nel 1918 con l’indipendenza del paese, poi con i primi studi degli anni ’30, seguiti ancora dal revival degli anni ‘70 come reazione al regime sovietico e finalmente negli anni ‘90 con l’indipendenza vera.