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Harnihomba

 

 

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Northern traditions

Questa  intervista è pubblicata per gentile concessione della rivista   

“Folk Bulletin: musica, danza, tradizione”.

 

 

INTERVISTA A ELISABETH VATN DI HARNIHOMBA

 

“Tradizione in evoluzione

dalla Norvegia”

 

Abbiamo incontrato gli Harnihomba a Kaustinen, in Finlandia, dove, tra una jam session e l’altra abbiamo conosciuto la polistrumentista Elisabeth Vatn, già parte degli Chateauneuf come fiatista nonché apprezzata pianista classica. Qui di seguito ci parlerà dei suoi progetti e del panorama musicale filo-tradizionale norvegese, ancora poco conosciuto in Italia (le rendiamo il merito di farlo addirittura in italiano!!)

 

a cura di Filippo Gambetta

 

Innanzitutto, puoi parlarci della scena musicale folk in Norvegia e di come le istituzioni appoggiano lo studio e la divulgazione della musica tradizionale?

Questa è una domanda molto aperta, quasi politica: posso accennarvi alcuni fattori che hanno determinato lo sviluppo dell'ambiente folk norvegese. Nell'ultimo decennio tre istituzioni hanno contributo allo sviluppo della musica tradizionale non solo nell'ambito della danza e delle feste di paese ma anche a livello dei grandi concerti. Si tratta della "Musikkhøyskole Oslo", della "Rauland Akademiet" e della “Ole Bull akademiet". Fortunatamente questa cosa é successa un pò in tutto il mondo negli ultimi vent’anni (tranne che qui nel bel paese!.. ndr).

Una caratteristica della musica norvegese è quella di annoverare tra gli informatori sui quali si è fatto ricerca una ampia quantità di grandi solisti grazie ai quali siamo stati in grado di conservare tantissimi "Norske slåtter" (brani tradizionali norvegesi) degli ultimi secoli.

La riproposta filologica però ha offuscato per anni i gruppi che hanno iniziato ad occuparsi di World Music e di nuova musica tradizionale.Anche se i "puristi" di casa nostra tutt’ora storcono il naso, oggi oltre alla musica di tradizione pura, artisti e gruppi come Transjoik Bråthen Berg, Utla, Mari Boine, Chateauneuf Spelemannslag, Nils Økland, Harnihomba, Arild Andersen, E Kirsten sono realtà degne di considerazione.


Il vostro gruppo è composto da musicisti provenienti da diversi ambiti musicali: folk, jazz, musica classica.Qual è l’obiettivo del progetto e quando è iniziato? Siete interessati ad un discorso di composizione...

Harnihomba iniziò nel '96 con il percussionista Ingar Zach e me. L'ispirazione della musica d’improvvisazione e classica e le esperienze avute con altri musicisti tradizionali ci portarono a scrivere musica "nuova" però sempre sugli schemi degli "Slått" (melodie tradizionali) norvegesi. La rielaborazione delle ritmiche tradizionali classiche in chiave moderna è stata rilevante per lo sviluppo del gruppo.

Non ci siamo mai curati o interessati alle differenze di origine dei diversi componenti: l’obiettivo era quello di sviluppare gli strumenti stessi e le possibilità infinite di uso sia solistico che di "ensemble", tutto per cercare di uscire da gli schemi pratici e banali.


Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Abbiamo appena rinnovato l’organico del gruppo. Siamo molto soddisfatti della scelta: Un nuovo sassofonista -Trygve Seim, un chitarrista -Olav Torget, un suonatore di tabla -Jai Shankar ed un vero esperto ai campionatori elettronici -Jan Bang.

Il nuovo "materiale" verrà registrato presto. Oltre ai concerti in Scandinavia, abbiamo in progetto di esibirci anche in Sud-America ed in Europa meridionale.


Tu suoni, oltre al clarinetto, anche la cornamusa. Si tratta di un tipo specifico di sakkepipa norvegese? 


La cornamusa (Sekkepipa), anche se qui in Norvegia si ne fabbricano, non è considerato strumento norvegese. Viene chiamato "cornamusa del nord" o svedese.

Crediamo che la nascita dello strumento in Scandinavia risalga al 1300-1400. Probabilmente ce n'erano diversi tipi, ma uno solo di questi è in uso oggi. Dal 1800 lo strumento diventò più raro, forse perché era difficile da suonare oppure per la ristretta funzione armonica. L'ultimo musicista storico della cornamusa "nordica" Lars Klevgård, visse nell’800; di lui e a proposito dei suoi concerti possiamo leggere qualcosa sui vecchi giornali di Christiania (oggi Oslo) del 1849. Si sa che emigrò in America e se ne persero le tracce.

In Svezia si ricorda di un altro "grande": Gudmund Nils Larson che suonò fino al 1940 circa. Negli anni settanta/ottanta con il folk revival si è riscoperto lo strumento e dopo studi storici approfonditi, si è ritornati a costruirne.Lo strumento scandinavo è molto semplice. Forse più vicino a quello dei Paesi dell'est.
Normalmente vengono suonati a "bocca" senza mantice, anche se io lo uso perché lo preferisco. Invece degli altri tipi di cornamusa dove l’ancia singola normalmente è doppia, alcune ance singole della sakkepipa vengono usate sia da bordone sia da canna melodica. La canna melodica ha foratura cilindrica ed ha sei fori sul davanti ed uno per il pollice. Lo strumento ha un suono dolce e legnoso, molto bello (sia all'aperto che al chiuso...). La costruzione è ancora allo stato sperimentale, tanto che quando ordino degli altri bordoni e canne melodiche sono obbligata a specificare lunghezza e tono. Ma naturalmente non si possono apportare tante modifiche allo strumento, perché è ancora musicalmente limitato. E’chiaro che se uno non è soddisfatto dello strumento, può sempre suonare qualcos'altro, ...sassofonono ecc !!! In Norvegia siamo in 3 o 4 a suonare attivamente la sakkepipa.

 

Sono curioso di sapere cosa si conosce e si trova nel tuo paese di musica tradizionale italiana...

L'ultimo CD da me comprato è di Gianluigi Trovesi e Gianni Coscia su ECM.
È difficile trovare Cd italiani nel negozi norvegesi; a volte si trovano vecchie edizioni di musica folk generale. Conosco molto poco della musica folk italiana però a volte incontro musicisti italiani in giro per il mondo. Naturalmente ho un CD di Riccardo Tesi e "Stria" di Filippo Gambetta (!!!).