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Langeleik

 

 

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Northern traditions

Questa  recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista   

“Folk Bulletin: musica, danza, tradizione” (per ogni utilizzo di questi materiali contattarla preventivamente)

 

   

“NORVEGE – La Langeleik”

     Gunvor Hegge

Ocora – C 560145 -1999

Folk strumentale, NORVEGIA

 

I dischi dell’Ocora, raramente dedicati alle novità musicali, si possono ben recensire anche dopo qualche anno. Accompagnati da esaurienti informazioni sul contenuto musicale, preceduti da una selezione accurata delle fonti, ben si addicono a chi vuole avvicinarsi alla musica nordica con voglia di conoscere e approfondire.

La cultura musicale norvegese, invero, non è molto conosciuta in Italia. Qualcuno conosce e  ha visto le straordinarie performance di Annbjorg Lien, qualcuno ha ascoltato almeno una volta il ricco suono di un hardingfele,  violino tradizionale con corde simpatiche. Il langeleik credo, invece, che lo conoscano in pochi.

Descriverlo è difficile. E’ una sorta di salterio, di dulcimer a cassa lunga con una corda melodica (suonata con un plettro in corno nella mano destra) e da tre a otto corde d’accompagnamento (suonate con la mano sinistra) . Uno strumento che risale al XV° secolo e che, differentemente dalla maggior parte dei suoi parenti europei, da allora ha conservato un ricco repertorio musicale composto di lydarlåtter, di melodie d’ascolto, e di musiche a danza via via più recenti come springar (parenti strette delle polske), gangar, halling e più raramente valzer, reinlender (della famiglia delle scottish) e mazurke.

Diffuso fino alla fine dell’800 in buona parte della Norvegia, questo strumento ha avuto una diffusione particolare nella vallata di Valdres, ad ovest di uno delle poche regioni norvegesi senza accesso al mare, l’Oppland. Una diffusione che il revival di questi ultimi decenni (ma sulla diversità e forme del revival in Norvegia rispetto ad altre regioni europee si potrebbe scrivere molto...) ha accresciuto al punto di poter trovare ad un Landskappleik del 1992, nella zona di Valdres,  un orchestra di più di cento langeleik.

Queste le info necessarie e doverose.

Per il resto credo che questo disco ci racconti di una parte di tutta la tradizione nordica dedicata a strumenti a pizzico: l’hummel in Svezia e, perchè no?, il kantele in Finlandia o strumenti similari nei paesi baltici. Una tradizione generalmente arcaica, che ha subito poche evoluzioni (caso a parte in Finlandia) e che non si ascolta facilmente nei gruppi musicali del revival più recente.

Il disco è fatto bene. Alterna brani di solo langeleik con brani in cui si può ascoltare anche uno o più violini. Per capire, comprendere la difficoltà o l’irregolarità musicale di alcune forme di springar, uno dei dischi migliori.

  

TIZIANO MENDUTO

 

                                   

OCORA

Maison de Radio France

116 Av. du President Kennedy

 75786 Paris  cedex 16

(France)

 Questa recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista  “Folk Bulletin- musica, danza, tradizione