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Lars Lilholt

 

 

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Northern traditions

Questa  recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista   

“Folk Bulletin: musica, danza, tradizione” (per ogni utilizzo di questi materiali contattarla preventivamente)

   

“DE INSTRUMENTALE”

     Lars Lilholt

RecArt Music – 5982262 2004

Folk-rock, DANIMARCA 

 

 

No, questa volta non ho dubbi. Non devo corrucciare il viso nella difficoltà di scegliere tra “folk tradizionale”, “folk progressivo”, o altro (per noi “recensori” le etichette di genere sono un elemento superficiale a cui purtroppo non possiamo sottrarci).

In questo caso il termine folk-rock si adatta perfettamente, probabilmente anche nella sua accezione più storica, più vicina a quelle sonorità del folk-rock degli anni ’70 e ‘80. Più vicina a quelle band con batteria, basso, chitarra e tastiere che, pur accompagnandosi anche a strumenti come il violino, i flauti, addirittura un cromorno, non possono non lasciare l’impressione di qualcosa di già sentito negli anni passati. E in effetti l’impressione è giusta: questo disco non rappresenta l’attualità della Lars Lilholt band, ma ne racconta l’excursus storico partendo dal 1977 (all’epoca in formazione e nome diversi, i Kræn Bysted) fino al 2003.

La Lars Lilholt Band, strettamente intrecciata alla storia artistica del leader Lars Lilholt , violinista, chitarrista e cantante, è uno dei gruppi più conosciuti in Danimarca dal 1982, con al loro attivo centinaia di concerti e quattordici dischi. Il motivo del loro successo, in un folk revival danese attualmente in continua evoluzione,  probabilmente non risiede nell’originalità degli arrangiamenti, ma in una formula ed un’energia vincenti che più ancora che alle registrazioni in studio ben si addice alle performance dal vivo.

Nel disco si posso trovare musiche e danze danesi (polonnaise, sekstur, kontradans,…) la cui fonte risiede in manoscritti di musicisti vissuti dal 1500 al 1800 o nella memoria trascritta di una tradizione orale. Certo il contesto è strano e questo rigore nelle fonti non si accompagna ad un rigore nelle esecuzioni che, come dichiarato nel libretto, ha modelli ben distanti da queste epoche storiche: Fairport Convention, Mike Oldfield, Malicorne e Jethro Tull.

Insomma un disco per chi, appassionato di impasti di antichità “popolari” e di “modernità” (forse non del tutto attuali) rockettare, voglia comprendere il percorso del folk-rock in Danimarca.

 

 

 TIZIANO MENDUTO

 

 

                                  

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