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Musica in Norvegia 2

 

 

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Northern traditions

 

La musica popolare in Norvegia (2°parte)

Traduzione dall’inglese di Elena Gozzer da un testo di KIRSTEN HAALAND...

 Visitate il sito originale!!!   

Lure

E’ uno strumento lungo tra i 20 e gli 80 centimetri. Ha molto in comune con il  corno, nel senso che in entrambi i suoni vengono prodotti per insufflazione. Può anche essere paragonato alla tromba moderna. Tipi diversi di lure e corni venivano utilizzati con scopi diversi. Erano un tipo di strumento ‘utile’, nel senso che in alcuni casi servivano a  spaventare i lupi e gli orsi tenendoli lontani dagli alpeggi . Quando si smise di frequentare gli alpeggi montani e l’agricoltura si modernizzò, lure e corni  persero la loro funzione , ma la tradizione non morì  e oggi fa ancora parte della musica folk norvegese.

Una giovane musicista è Anne Marie Narby, del Rogaland, e un  altro valente suonatore vive a Suldal.

 

Flauti

I flauti appartengono al gruppo che chiamiamo ‘ strumenti musicali popolari antichi’. La maggior parte trae origine dal flauto d’osso. Ognuno di  questi flauti ha un suo  suono particolare. Il flauto di legno apparve circa 200 anni fa, e fu il primo strumento a fiato con una scala  di note fisse, cosa che costituì un’importante innovazione. Con il passare del tempo il flauto di legno assunse nomi diversi –tyskarfloyta (flauto tedesco), tyssefloyta (flauto ad acqua) e tussefloyta (flauto dei folletti). Il  primo nome deriva probabilmente dal fatto che il flauto di legno norvegese era in origine un’imitazione del piffero tedesco. Poco a poco il nome cambiò e divenne tussefloyta (flauto dei folletti), a causa di un’interessante leggenda sullo strumento di cui è conservata una versione scritta  nella biblioteca dell’Università di Bergen.

 

Flauto dei folletti

Si diceva che un abile suonatore di flauto  "fosse in grado  di attirare le creature alate della foresta" con la sua musica . Secondo le antiche superstizioni le note del flauto avevano poteri magici e incantatori e si credeva che fossero legate al mondo delle fate e dei folletti. Il padre del flauto dei folletti è Egil Storbekken.

 

Flauto di salice

E’ il  flauto più comune . Misura dai 40 agli 80 centimetri, non ha fori e produce una scala armonica. Di solito questo flauto produce dalle 8 alle 10 note, che sono sufficienti per suonare una melodia vivace. Si suona alternando note armoniche chiuse e aperte, che si ottengono aprendo e chiudendo l’estremità inferiore con le dita. Con una mezza chiusura si possono ottenere alcune note al di fuori della scala armonica.

 

Flagioletto

Il flagioletto, forse uno dei più antichi strumenti musicali, è anche uno dei più semplici e meno costosi. Familiarmente conosciuto come Tin Whistle, è oggigiorno tenuto in scarsa considerazione, probabilmente perché somigliando ad un fischietto, viene suonato come se lo fosse. In realtà ha una sonorità dolce e vellutata, simile a quella del flauto, e nelle mani di un musicista capace di padroneggiarlo può dare degli effetti non solo piacevoli, ma anche molto efficaci.

In Norvegia questo flauto si suonava dappertutto, poi la tradizione morì, ma fortunatamente solo dopo che si era estesa verso il Mare del Nord  ed ora ha fatto la sua ricomparsa. L’origine del tin whistle è irlandese.

Attualmente in Norvegia il più noto suonatore di flauto è Steinar Ofsdal, che fa parte del gruppo ‘Bukkene Bruse’.

 

Flauto marino

Il flauto marino prende il suo nome dal modo in cui entrò nel paese, per mare.  Oggigiorno molti giovani e ragazzi cominciano a suonare il flauto. E’ possibile seguire delle lezioni (non di tin whistle) e ci sono corsi ai kappleiks, eccetera. La tradizione stava per scomparire, ma poi si è ricominciato a costruire flauti marini, e il numero dei suonatori è aumentato.

Per Midtsigen e Steinar Ofsdal   sono   stati i fautori di questa nuova popolarità. Steinar Ofsdal ha fatto davvero molto per il flauto, presentandone la musica  in modo originale.

 

Bukkene Bruse

Bukkene Bruse è il gruppo di musica folk più famoso della Norvegia. La sua peculiarità è quella di utilizzare il flauto insieme al violino dell’Hardanger e al canto. E’ così che Steinar Ofsdal ha reintrodotto il flauto. Nella loro produzione si fondono inoltre diverse tradizioni musicali, il che è insolito.

I membri del gruppo sono: Steinar Ofsdal che suona i flauti, Annbjorg Lien che suona il violino dell’Hardanger e Arve Moen Bergseth che suona il violino e canta. Nei nostri esempi di musica abbiamo inserito un brano dei Brukkene Bruse intitolato Harslebuskana.

 

Di padre in figlio

La musica folk non è mai stata trascritta, ma è ancora viva. Come hanno potuto  generazioni successive imparare le musiche e le tecniche  esecutive senza conoscere le note? Imparavano ascoltando: il padre insegnava al figlio a suonare il violino dell’Hardanger non come si fa adesso nelle scuole di musica attraverso un apparato di note, ma sedendo vicini e suonando insieme. Prima il padre suonava un ‘tak’, poi il figlio lo imitava.  Continuavano fino a quando il figlio conosceva la melodia a memoria. In questo modo la musica era di chi la suonava e una  volta imparata nessuno poteva portarla via.

Oggi si impara ancora in questo modo. Un violinista esperto insegna ad un allievo. Naturalmente non deve necessariamente far parte della famiglia. I violinisti viaggiano, si incontrano e si scambiano canzoni. Ora gran parte della musica è trascritta, ma  saper leggere le note non è indispensabile per imparare a suonare.

Nella Norvegia del nord, dove si suona il flatfele, questa tradizione è quasi scomparsa. Pochissimi violinisti sopravvivono ,e perciò chi è interessato a questo tipo di musica deve impararne le melodie ascoltando delle registrazioni, o deve percorrere lunghe distanze. E’ triste quando  un tipo di musica scompare, ma  la tradizione del flatfele sta fortunatamente riprendendo piede.