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Northern traditions

   

“SUEDE, Musique populaire”

    

OCORA- Radio France –C 600010 - 1998

Musica tradizionale, SVEZIA

 

L’idea che si ha delle musiche del mondo spesso è superficiale. Non possiamo pensare che la musica svedese sia Hedningarna o Väsen e meravigliarci se uno svedese pensa che la nostra musica sia NCCP e tarantelle.

Per poter parlare di Svezia, per promuoverne la musica, ho cercato di andare oltre i singoli fotogrammi. Ma andare oltre, crearsi un immagine più chiara e completa non è cosa semplice. Presuppone tempo e passione.

A meno che non possa venirci in aiuto una compilation di brani rappresentativi raccolti in una collana molto prestigiosa. Ma quante di queste collane sono curate sufficientemente bene? Poche, ma l’Ocora è sicuramente una di queste.

Vediamo perché.

Togliamo virtualmente il cellophan (o cellofan o cellophane, chiamatelo come volete voi...) dal nostro CD dedicato alla musica tradizionale svedese. Un buon libretto, nel solito vestito nero, accompagna il disco argentato. Dentro scopriamo che la scelta e la redazione dei testi è di uno dei responsabili svedesi della ricerca e produzione di materiale tradizionale per la Radio Svedese. Non male, no?

Andiamo avanti.

Le prime registrazioni, degli anni ’50 e ’60, sono del cosiddetto repertorio degli alpeggi estivi. Richiami vocali e strumentali (corni) che tanto spazio hanno anche nel revival odierno (vedi Willemark, Rosemberg, Frifot,..), come si può ascoltare nei brani registrati nel ’95 in luoghi ricchi di echi naturali.

Non manca poi qualche esempio di musica composta ed eseguita nei ricchi cerimoniali nuziali, nè ricche esemplificazioni di canzoni e ballate diffuse nel paese attraverso i skilling tryck, libretti di canzoni venduti per secoli da venditori ambulanti.

Per gli amanti delle danze non mancano poi polske tratte da repertori di musicisti diversi per residenza e stile. Né, per i curiosi degli strumenti oltralpe, brani eseguiti con la nyckelharpa, sorta di ghironda ad archetto, con il violino o con i più moderni clarinetto o organetto.

Siete alla ricerca di registrazioni storiche?

Troverete soddisfazione ascoltando le melodie di Gössa Andser Andersson e di Pers Hans o la voce di Svea Jansson e i joik sami di Thomas Egemyr Ponga.

Da qualche tempo avete compreso la differenza tra un polska e una polka, avete scoperto che nel paradiso dei violinisti si parla anche svedese?

E’ il momento di ascoltare questa raccolta.

                                                Tiziano Menduto

 

 

   

“FINLANDE, Musique traditionnelle”

    

OCORA- Radio France –C 600004 - 1996

Musica tradizionale, FINLANDIA

 

 

 

Non sempre le collane musicali che pretendono di darci un immagine completa e chiara di repertori lontani sono affidabili.

Non è il caso dell’Ocora che, parlando precedentemente del “volume” dedicato alla Svezia, abbiamo visto accompagnarsi a persone veramente esperte nella selezione delle musiche e nella redazione dei testi.

Nel CD dedicato alla Finlandia l’Ocora si avvale della competenza di  Sirkka Halonen e degli archivi della Radio nazionale finlandese.

Il CD inizia con delle registrazioni storiche di Teppo Repo, uno degli ultimi autentici suonatori tradizionali in ambito pastorale.

Della straordinaria ricchezza strumentale finlandese ascoltiamo qui brani suonati con flauti tradizionali, con corni e con qualche piccolo kantele, sorta di salterio pizzicato che è divenuto in questi ultimi due secoli lo strumento più rappresentativo della Finlandia.  Di questo strumento (e di strumenti ancora più arcaici come il jouhikko) ascoltiamo anche registrazioni più recenti di uno dei suoi principali virtuosi e studiosi, Martti Pokela.

Ma il kantele è uno strumento storicamente legato al Kalevala, un poema “costruito” nel 1835 da Elias Lönnrot. Un poema che raccoglie materiali di antichissime ballate diffuse in tutta la Finlandia e che in questi ultimi due secoli è diventato l’emblema sia del desiderio del popolo finlandese di liberarsi dal giogo di altre nazioni (la Finlandia ha una totale indipendenza solo dagli anni ’40) sia della ricerca delle proprie radici.

Lo stile delle antiche ballate raccolte nel  Kalevala è rappresentato sia con registrazioni degli anni ’50 che con esempi di versioni più moderne.

Non mancano esempi della musica da danza riproposta dai primi gruppi di pelimanni che, partendo da Kaustinen, accompagnavano sia le cerimonie nuziali (registrazioni degli anni ’50 con violini, harmonium e contrabbasso) che, più recentemente, le serate a ballo.

Non mancano registrazioni con strumenti a mantice (organetti a una o due file di bassi) o a fiato, magari impegnati in qualche melodia di polska, valzer e polkka (la doppia k non è un errore!).

Tra le registrazioni più recenti troviamo invece una suite di brani del 1995 dell’Ensemble Tallari. Tallari è un gruppo professionale promosso e stipendiato dalla Fondazione di Musica Popolare di Kaustinen e dal Ministero dell’Educazione. In attività dal 1986, i suoi musicisti rappresentano differenti tradizioni regionali finniche, ma per noi rappresentano qualcosa di più: la possibilità che un paese sia disposto a finanziare i suoi cittadini per non perdere la memoria delle proprie tradizioni.

Non è un buon esempio da portare sul palmo della mano?

 

                                                Tiziano Menduto

 

 

Questa  recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista   

“Folk Bulletin: musica, danza, tradizione” (per ogni utilizzo di questi materiali contattarla preventivamente)

 

 

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