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Organetto in Finlandia

 

 

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Northern traditions

Questa  intervista è pubblicata per gentile concessione della rivista   

“Folk Bulletin: musica, danza, tradizione”.

 

AD ANCIA LIBERA

 

Pekka Pentikainen è uno dei musicisti più in vista della nuova generazione che ha tra le caratteristiche quella piuttosto inusuale dalle nostre parti di padroneggiare con estrema naturalezza sia la fisarmonica sia l’organetto.

 

INTERVISTA A PEKKA PENTIKAINEN

 

“Sono soddisfatto e ottimista ma c’è ancora tanto da fare...”

 

a cura di Roberto Tombesi

 

Quali sono stati i tuoi inizi musicali con l’organetto e le circostanze che ti hanno portato ad occupartene?

Quando ero giovane suonavo il flauto in un’orchestra del mio paese nella regione di Espoo. La musica proposta era musica da ballo e talvolta anche di origine popolare. Gli altri strumenti dell’orchestra erano fisarmoniche, chitarre, tamburi, contrabbasso... Un giorno, nel dicembre del 1973, sono andato con mia madre in un negozio di musica a Helsinki per comprarmi un nuovo flauto. Il negozio non era molto grande, c’erano moltissime fisarmoniche sugli scaffali e mi colpirono moltissimo. Lì, in quel negozio, chiesi a mia madre di comprarmi una fisarmonica invece del flauto! Quel giorno mia madre non aveva abbastanza soldi così ritornammo dopo una settimana e acquistammo la mia prima fisarmonica. Non avendo parenti a cui potermi appoggiare per apprendere lo strumento mi iscrissi alla scuola musicale che frequentava il mio migliore amico e gradualmente cominciai a suonare nell’orchestra. Il mio amico smise abbastanza presto, io invece continuai.

 

Quali sono stati i riferimenti nell’approccio verso lo strumento?

Dopo l’orchestra del paese frequentai lezioni di fisarmonica in piccoli gruppi alla scuola di Paavo Tiusanens. La musica che suonavamo era musica di Frosini, Deiro, musica classica e qualche volta anche musica folk, ma non molto spesso. Questa scuola aveva anche una grande orchestra con 16 fisarmoniche e noi facemmo anche una tournée in Germania nel 1979. In seguito studiai in una scuola superiore di musica e al conservatorio di Helsinki e la mia insegnante era Merja Ikkela. Noi suonavamo per lo più musica classica e mi piaceva molto anche se non come la musica moderna. All’Accademia Sibelius (l’unica università di musica in Finlandia) nel 1983 venne istituito il dipartimento di musica popolare e l’anno successivo io iniziai lì i miei studi di musica popolare dedicandomi all’organetto.

 

Ci puoi descrivere gli ambiti artistico-professionali nei quali hai operato una volta superata la fase iniziale di studio?

Da 15 anni lavoro come leader nel gruppo di danza e musica popolare Katrilli. Il mio lavoro consiste nel comporre musica, fare arrangiamenti per coreografie di danza e prendere parte alle prove e alle rappresentazioni. Ho anche lavorato come musicista teatrale nei tre più grandi teatri di Helsinki e quell’esperienza mi è piaciuta tantissimo. Da alcuni anni insegno anche all’Accademia Sibelius. IN questo momento un lavoro molto interessante è legato alla preparazione del repertorio per il duo Mr. Malaska (organetto e violino con il mio amico Atti Soininen), che sta per debuttare su un CD in uscita, speriamo, all’inizio del 2000, appena prima della nostra partenza per l’Australia, dove suoneremo al Folkfestival di Canberra.

 

Quali strumenti preferisci utilizzare?

Gli strumenti che uso attualmente sono i seguenti: una fisarmonica a 5 file con un suono simile a quelle impiegate in Francia per il musette; mi piacerebbe in futuro possedere anche una fisarmonica a bassi sciolti. Riguardo agli organetti ne uso uno a una fila e uno a due file che rispetto agli strumenti impiegati al Centro e Sud Europa hanno diversi accordi minori, indispensabili nella nostra musica. Normalmente gli organetti usati sono nella tonalità di SOL maggiore e MI minore.

 

Il tuo punto di vista oggi sulla didattica, il rapporto con la tradizione orale, la notazione scritta, le intavolature ecc...

Penso che al giorno d’oggi ai giovani piaccia suonare musica folk a orecchio. Nella generazione più vecchia era difficile suonare ad orecchio se non si era abituati, ma naturalmente ci sono molti vecchi suonatori che suonano solo ad orecchio. I sistemi d’intavolatura non sono usati in Finlandia e quando insegno ai principianti di solito insegno a suonare a orecchio. Penso che sia molto positivo avere molti vecchi musicisti folk che visitano il nostro dipartimento all’Accademia Sibelius e insegnano il loro proprio stile. In questo modo la musica popolare mantiene il suo suono speciale.

 

Quali appuntamenti e opportunità offre il tuo Paese per gli amanti dello strumento?

Il più grande Festival di fisarmoniche si svolge a Ikaalinen nella Finlandia occidentale. Quanto ero più giovane ero solito andarci, ma ora preferisco recarmi ai folkfestival, il più grande dei quali è a Kaustinen. Nella mia zona ci sono bravissimi musicisti per la presenza dell’Accademia Sibelius a Helsinki. Quando ho iniziato i miei studi molto raramente si poteva sentire musica folk ma ora è completamente diverso. Da alcuni anni ci sono molta attenzione e rispetto per questa musica.

 

Come vedi oggi l’impiego dell’organetto in generale e quale prospettive immagini?

La fisarmonica e l’organetto sono stati sempre amati e nello stesso tempo anche un po’ odiati in Finlandia. Sul fronte classico i compositori sono interessati a comporre musica per fisarmonica, ma l’unico problema è la mancanza di pubblico. Non ne conosco il motivo: dipende dalla musica, dallo strumento o da qualcos’altro? La musica folk e l’organetto invece oggi sono molto seguiti, grazie anche al Festival di Kaustinen. E’ davvero difficile dire come sarà in futuro. Quando ho cominciato i miei studi non c’erano posti di lavoro per musicisti popolari in Finlandia e oggi ce ne sono moltissimi, specie se ci si vuole dedicare all’insegnamento.

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