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Ranarim

 

 

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Northern traditions

 

Questa  recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista   

“Folk Bulletin: musica, danza, tradizione” (per ogni utilizzo di questi materiali contattarla preventivamente)

 

   

“Morgonstjärna”

RANARIM

DRONE Music– DROCD042 - 2007

Folk progressivo, SVEZIA

 

Penso di non sbagliare indicando nei Ranarim uno dei gruppi del folk revival svedese più famosi. Famosi specialmente fuori dalla propria patria per i numerosi tour che li hanno portati, oltre che in diversi altri paesi europei, anche negli Stati Uniti e in Giappone.

Tuttavia sul nostro giornale è la prima volta che li recensiamo; lo facciamo solo al loro terzo disco, Morgonstjärna e, se volete, come responsabile per FB di questo mondo culturale, sono anche disponibile a coprirmi la testa di cenere.

In attesa di vostre indicazioni cerco di riparare raccontando almeno la storia del gruppo.

La storia dei Ranarim, il cui significato in italiano credo si possa esprimere approssimativamente con “tessuto di rugiada”, inizia nel 1997 e raduna intorno ad uno stesso palco due grandi interpreti della canzone tradizionale (nonché ottime musiciste), Ulrika Bodén e
Sofia Sandén, una originaria della regione dell’Ångermanland e l’altra del Dalarna. A loro si unisce uno dei migliori e più premiati nyckelharpisti svedesi, Niklas Roswall, originario del Sud,  e il chitarrista di Stoccolma Jens Engelbrecht. Iniziano i tour e poi arrivano i primi dischi, nel 2000 Till Ljusan Dag e successivamente För världen älskar vad som är brokot con l’aggiunta di un contrabassista ed un percussionista.

Arriviamo dunque al 2007 con    Morgonstjärna  (la stella del mattino) e una formazione che rimane al sestetto e che propone un tappeto - tanto per restare nel significato di Ranarim - di musiche e testi tradizionali e di composizione. Un tappeto tranquillo, ricco di magia, almeno ascoltando brani come Kött på benen (benedici queste pecore), e di atmosfere pacate, a volte anche ballabili. Polske, ballate medievali, brani strumentali, un po’ per tutti i gusti e i palati.

In teoria un gruppo come questo potrebbe essere accostato e paragonato a gruppi come gli Hedningarna e i Garmarna, ma di questi ultimi non ha l’originalità e la capacità di rappresentare una fase innovativa della riproposta della tradizione in Svezia.

Insomma un buon disco - tra l’altro proposto per il Grammy svedese dedicato alla folkmusic - che però crea aspettative (nei mesi passati avevamo premiato il primo disco solista di Sofia Sandén con il nostro bollino di qualità!) che non sempre mantiene riguardo all’originalità degli arrangiamenti.

Per finire una piccola chicca che può piacere ai tanti appassionati dei Pentangle e conduce un po’ oltre la tradizione svedese: il brano finale, Fågel i fjärran, riprende un loro successo ma si accompagna ad un testo costruito con vari proverbi islandesi.

 Tiziano Menduto

 

DRONE Music AB

Skeppargränd 6

80596 Gävle (SVEZIA)

www.drone.se