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Sackpipa III

 

 

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Northern traditions

 

Questa  recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista   

“Folk Bulletin: musica, danza, tradizione” (per ogni utilizzo di questi materiali contattarla preventivamente)

Gli strumenti del freddo nord

6°puntata

 

La cornamusa

Dalla säckpipa al torupill: viaggio attraverso le cornamuse del nord

3° parte

Per concludere questo excursus attraverso le cornamuse nordiche, quella svedese in particolare, una breve intervista a Per Gudmundson, fatta qualche anno fa ma mai pubblicata. Come già detto nelle precedenti puntate, Per è stato l’anima del revival legato alla riscoperta della säckpipe. Ha cominciato, in collaborazione con Leif Eriksson, a costruirne dei modelli suonabili partendo da vecchi modelli che arrivavano dal Dalarna. E, una volta trovati i giusti equilibri, ha iniziato specialmente a suonarli durante i suoi concerti.   L’intervista è stata fatta dopo un bellissimo concerto in coppia con Ola Bäckstrom tenuto durante una precedente edizione del Festival di Falun, il principale folk festival svedese che si tiene nel cuore del Dalarna, vicino al lago di Siljan. In questa situazione suonava il violino …

 

intervista a cura

 di Tiziano Menduto

 

Tu sei conosciuto in Italia più come suonatore di sackpipa che come violinista…Ma in realtà quale è il ruolo del violino nella tua vita?

Sicuramente è il mio primo strumento. Sono arrivato alla säckpipa solo alla fine degli anni ’70 e mi sono messo a suonarla anche perché nel frattempo ero diventato allergico al crine degli archetti di violino. Ci sono stati infatti periodi in cui non potevo assolutamente suonarlo. Comunque sarei arrivato ugualmente alla cornamusa perché era uno strumento che mi affascinava, anche se il violino rimaneva il mio primo amore. Poi il mio interesse per la cornamusa veniva in un periodo in cui si era interessati agli strumenti antichi e agli strumenti a bordone come la ghironda.

 

Ti sei interessato anche alla ghironda?

No, io personalmente no. Mi interessavo magari alle vecchie forme di nickelharpa…

 

Comunque tornando alla säckpipa, mi pare che in Svezia siano moltissime le persone che suonano il violino ma in realtà poche la säckpipa. Tu sei stato uno dei primi…

Sì, eravamo in pochi. Ad esempio c’era Leif Eriksson e pochi altri. Il grosso successo è avvenuto quando qualcuno, si è messo a costruire nuovi strumenti. 

La combinazione tra alcuni buoni costruttori con la musicalità e l’esperienza di alcuni musicisti aumentò piano piano l’interesse verso lo strumento.

Bisogna sapere, inoltre, che c’è stata una tradizione di musiche per cornamusa nelle zone del Dalarna fino al XX secolo. Nessuno le suonava più ma questo repertorio è sopravvissuto. Ecco un altro motivo di interesse verso il mio lavoro musicale e quello di altri musicisti del sud.

 

La säckpipa mi pare uno strumento difficile anche per la presenza di un sacco abbastanza piccolo…

Sì, è una cornamusa che non è facile suonare… Perché c’è un ancia singola. Tipologicamente parlando la säckpipa è più vicina alla famiglia delle cornamuse dell’est europeo. C’è una leggenda che racconta di questo tipo di cornamusa legata alle vicende di un prigioniero di guerra spagnolo alla corte danese.

E il repertorio di questa sera che hai suonato con il violino insieme a Ola?

In buona parte arriva da Rattvik e l’ho imparato in gioventù, quando ho iniziato a suonare. Il resto del mio repertorio arriva dai miei incontri musicali. Suono un po’ di tutto, dipende da quello che trovo sulla mia strada.

 

Si sente il grande feeling che corre tra di voi…

E’ ovvio, sono più di 25 anni che suoniamo insieme. Abbiamo iniziato a suonare insieme quando eravamo ancora piccoli.

 

Ma cosa suonava Ola? Suonava un hardingefele norvegese?

Beh, era uno strumento che si basa sullo stesso principio della viola d’amore.

Ci sono oggi molti violinisti che fanno sperimentazioni con le corde simpatiche per ottenere timbri diversi da quelli classici del violino.