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Succede in Svezia

 

 

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Northern traditions

 

Questa  recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista   

“Folk Bulletin: musica, danza, tradizione” (per ogni utilizzo di questi materiali contattarla preventivamente)

 

 

 

Cosa Succede in Svezia?

 

 

Ricordate il progetto Eyfo (European Youth Folk Orchestra), la prima orchestra giovanile europea di musica tradizionale? Ricordate il grande lavoro di scrittura musicale, di arrangiamenti creati ad hoc dal suo primo direttore musicale, lo svedese Pär Moberg? Già all’epoca, durante un’intervista per FB, non mi ero fatto sfuggire la possibilità di chiedergli qualcosa dei suoi legami con il mondo della musica tradizionale. La sua esperienza come musicista (sassofono, didgeridoo e ghironda) era molto interessante. Collaborava con il gruppo klezmer dei Tummel, con il gruppo folk-rock dei Rand, con quello tradizionale dei Grannar; componeva (e suonava) per diversi altri gruppi svedesi, aveva contatti con molti dei musicisti più importanti del folk revival. Insomma, poteva dare finalmente risposte alle mie domande curiose sull’affascinante mondo scandinavo. Purtroppo l’intervista riguardava per lo più l’esperienza EYFO e la mia domanda divenne minimale e la sua risposta lapidaria. Oggi ho modo di sfogare questa curiosità repressa ospitando finalmente un lungo articolo scritto da Moberg proprio riguardo alla storia e all’attualità del mondo del folk revival svedese.

introduzione di Tiziano Menduto 

articolo di Pär Moberg

 

Pär Moberg

 

 

 

 

 

 

 

 

Negli ultimi 10 anni, artisti quali Hedningarna, Frifot, Hoven DrovenVäsen e Garmarna hanno fatto conoscere la musica tradizionale svedese  in tutto il mondo. Ma cosa c’è dietro a tutto questo, e verso dove si sta muovendo il folk svedese oggi? Pär Moberg, musicista e scrittore ci propone la sua analisi.

Recentemente ho chiesto a Anders Rosén – proprietario dell’etichetta discografica Hurv e uno dei leader della Swedish Folk Wave negli anni 70 – se poteva darmi alcuni brani da inserire in un programma radiofonico tedesco, di artisti dai 30 anni in giù. Lui mi ha risposto: “Se il tuo limite di età è sotto i 30, penso di non avere niente di interessante da offrirti. Sfortunatamente, penso che ci sia una grande mancancanza di musica veramente interessante sotto quella fascia d’età. Certo, ci sono dei buoni musicisti, ma questo non è sufficiente, almeno non per me. Io voglio ascoltare delle storie nelle canzoni, qualcosa che mi affascini, che mi faccia ridere o piangere o che mi faccia tremare le gambe, insomma, vera espressione.” “Ma che cosa manca ai giovani musicisti folk di oggi?” ha chiesto. “Stanno forse guardando nella direzione sbagliata?” E concluse dicendo che “Non ci sono scorciatoie: se vuoi fare musica creativa, in modo interessante, ti serve esperienza e conoscenza. Non è sufficiente l’entusiasmo e nemmeno essere testardi.” Questo è quanto... da Anders Rosén.

Ma quest’idea non è solo sua. L’ho ritrovata anche tra i musicisti della “vecchia” generazione. C’è un fondo di verità in tutto questo? O sono le solite lamentele dei “vecchi” sulle brutte maniere e sull’irresponsabilità dei giovani, che trovavamo già ai tempi di Platone?

 

 

La storia

 

Iniziamo con un riassunto degli ultimi 100 anni di storia della musica folk svedese. La fine del 19mo secolo e la prima metà del 20mo sono stati periodi di grandi progetti, notevoli all’interno dell’enorme collezione Svenska låtar (di canzoni svedesi), un tesoro di musica scritta, da cui generazioni di musicisti folk hanno tratto il loro repertorio. La collezione è stata curata da persone ispirate in parte da motivi musicali, ma anche dalla paura che tutta questa musica andasse persa e venisse sostituita da quella più moderna.

La musica tradizionale è sempre stata un argomento di competenza degli anziani, ma solo fino al 1920, quando si è costituita Ungdomsringen, Il Circolo Giovanile Svedese per la Cultura Popolare (The Swedish Youth Ring for Countryside Culture). All’inizio si trattava di un movimento piuttosto conservatore, facente parte dell’ala destra, e che aspirava a proteggere la gioventù svedese dalle pericolose influenze della cultura moderna - il jazz in particolare - e rileggendo i giornali dell’epoca spesso si trovano anche motivazioni nazionaliste o razziste; ma questo genere di argomentazioni fortunatamente sono sparite presto. Alcuni giovani neo-nazisti di oggi si sentono obbligati ad apprezzare la musica folk svedese, ma solo per ragioni ideologiche, perché ritengono che questa musica sia “pura”. Ma la natura contemplativa e introversa della musica folk svedese, unita alla sua complessità e all’opinione comune che si tratti di “nerd music”, hanno presto fermato l’entusiasmo di questo movimento, chiamato anche “White Power music movement”. Sembra infatti che questi naziskin abbiano bisogno di “coretti da stadio”, accompagnati da musica heavy metal, per esprimere il sentimento e la forza che hanno dentro di loro! Inoltre, se si scava appena sotto la superficie della musica tradizionale svedese, si scopre che la maggior parte delle melodie sono prese da tradizioni estere; non è una coincidenza che le melodie più comuni si chiamino “polska”, che significa appunto “danza polacca”. Questo è quanto sulla musica “puramente svedese”...

Ungdomsringen ha attirato l’attenzione di molte persone, ma non è stato in grado di fermare l’irruzione della musica moderna. L’organizzazione è ancora in piedi, nonostante abbia perso recentemente molti supporti governativi, destinati ad associazioni giovanili, appunto perchè i membri sono diventati troppo vecchi ora! Ungdomsringen organizza principalmente corsi di ballo tradizionale, ma è anche responsabile dell’organizzazione del Zornmärkesuppspelningen (lo “Zorn Award”): un evento annuale, chiamato così in onore del pittore svedese Anders Zorn, che ha indetto il primo concorso di musica folk, nel 1906.

Durante questo evento, i musicisti possono esibirsi davanti a una giuria ed essere giudicati in base alla loro capacità di suonare la musica tradizionale. Se vincono ottengono il titolo di Riksspelman (Musicista Folk Nazionale): un premio molto ambito, per il quale alcuni musicisti studiano anni e anni, mentre altri non lo prendono nemmeno in considerazione, dipende da quanto è importante per loro il giudizio della giuria!

 

 

La musica folk sul palco

 

Per preservare la musica tradizionale dall’estinzione, la soluzione che hanno trovato sia Ungdomsringen, che altri promotori del folk svedese è stata quella di portarla sul palco, arrangiandola sia per balletti di danza tradizionale (“folk ballets “) che per veri e propri concerti di musica folk.

All’inizio, queste originali performances non hanno avuto un grande successo, dato che erano realizzate da musicisti classici; ma a partire dagli anni Quaranta fino ai Sessanta, la qualità, lo stile e il suono sono notevolmente migliorati: i musicisti folk (per la maggior parte maschi) cominciarono a essere apprezzati dal pubblico, e le radio a proporre le loro canzoni.

Negli anni Settanta la Grande Onda Folk ha colpito la Svezia: faceva parte del grande movimento dei Figli dei Fiori, ed era portata avanti dai giovani dell’ala sinistra, che nella musica folk vedevano uno strumento da contrapporre al dilagare della moderna musica pop. In parte condividevano questa visione con la precedente ala politica di destra, anche se per ragioni differenti: la destra infatti la considerava musica della Nazione, mentre la sinistra, musica della gente.

Comunque - anche se per diversi motivi - suonare musica folk divenne una moda tra i giovani e questo portò molti cambiamenti. Prima di tutto, tanti giovani musicisti folk provarono a ricreare uno stile musicale più vecchio, ma meno influenzato dalla tecnica e dallo stile classico.

Inoltre loro stessi ritrovarono e resero popolari molti vecchi strumenti, che erano stati da tempo dimenticati, come la cornamusa svedese, l’organetto, il flauto dolce, la strakharpa (un antenato del violino) e specialmente la nyckelharpa, che ha conosciuto un incredibile revival durante gli ultimi cinquanta anni, passando da strumento “dell’era archeologica”, accessibile solo a pochi esperti, a strumento di massa, suonato da migliaia di musicisti, molti dei quali giovani o stranieri.

Contemporaneamente, questo periodo ha aperto la strada anche ad altri strumenti, che non sono direttamente connessi con la musica folk svedese, come chitarra, sassofono, tromba o altri quali il bozouki, il didgeridoo e il berimbao.

 

 

Nuovi suoni

 

Questi strumenti (propri di altri Paesi) resero possibile anche l’aggiunta di nuovi suoni alla musica tradizionale. In passato i musicisti suonavano da soli, mentre adesso iniziano ad unirsi in gruppi, e fanno musica più simile a quella da camera o a quella pop, aggiungendo il basso, altri ritmi, strumenti a corda e anche tanta improvvisazione. Gruppi come Filarfolket, Kebnekajse, Arbete och Fritid e Groupa diedero il via a questa nuova era musicale. All’inizio, la vecchia scuola non era proprio d’accordo, ma oggi nel mondo della musica folk, i musicisti discutono raramente delle scelte strumentali di altri. Ormai le cose si sono del tutto ribaltate, la sperimentazione è diventata la norma, mentre la tradizione è l’eccezione.

Mentre un tempo si era particolarmente attaccati alla musica suonata in acustico, la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta hanno portato all’ascesa del Drone Rock, dove vecchi strumenti vengono combinati con moderne tecnologie (sintetizzatori, campionatori).

Questa nuova tendenza fu lanciata dal gruppo Hedningarna, con il suo secondo album “Kaksi”: grazie alla combinazione di antichi strumenti folk, di ritmi rock e dei sintetizzatori, questo è stato probabilmente il primo disco di musica folk svedese a vendere più dischi dei vecchi gruppi di musica tradizionale. Credo che questo disco sia stato il modello di partenza a cui molti musicisti folk della mia generazione – 25, 30 anni, cresciuti con la musica pop e rock - si sono ispirati. Io stesso non avrei mai scoperto questo genere senza quel disco.

Il successo di Hednigarna spalancò le porte ad altre folk-rock bands come i Den Fule, i Garmarna e gli Hoven Droven, i quali combinarono la musica folk svedese con miscugli di musica rock, pop e jazz. Questo “attacco” dei musicisti folk al mercato della musica popolare, oltre che per motivi musicali, o di ricerca di nuovi percorsi e suoni, è stato sicuramente anche un tentativo per attrarre un pubblico sempre più vasto, e così è stato: l’apice è stato raggiunto con i Nordmand, un gruppo che propone musica moderna, da ballo, con alcune influenze folk, che ha avuto un enorme successo a livello nazionale negli anni ’90, conquistando la vetta delle classifiche e vendendo migliaia di dischi.

La speranza che tutto questo portasse a un maggior interesse verso la musica tradizionale svedese comunque sembra essere svanita, anche se sicuramente ha fatto aprire gli occhi a molte persone.

Un altro gruppo - simile al precedente, chiamato Sarek - di recente ha ottenuto buoni risultati al concorso musicale chiamato Swedish Eurovision, ma il loro successo non può essere paragonato a quello dei Nordman. Anche se l’interesse per il folk e la world music in genere è in crescita, lo stesso non si può dire per la musica folk svedese, in quanto non ha raggiunto un livello così alto come ad esempio la musica irlandese, la balcanica o la salsa. Quello che è successo, tuttavia, è che il crescente interesse mondiale verso il folk e la world music ha creato un seguito all’estero anche per la musica folk svedese, e molti musicisti appartenenti a questa categoria, soprattutto i più conosciuti, ora si esibiscono anche all’estero.

 

 

E ora?

 

Bene, se consideriamo questa come storia passata, cosa stanno facendo allora oggi i musicisti folk svedesi, soprattutto quelli giovani, e perchè?

Il tipico musicista folk, tra i 16 e i 25 anni di età, è soprattutto donna, o almeno, è più probabile che lo sia, rispetto al jazz o al pop. In passato erano prevalentemente cantanti, mentre ora le donne hanno iniziato ad essere anche strumentiste, soprattutto di violino e nyckelharpa, ma anche di fiati. Niente di sconvolgente, lo stesso è successo nella musica classica. Gli strumenti a corda rimangono ancora l’ultimo baluardo maschile: le donne suonano ormai tutti gli strumenti e cantanti maschi ce n’è pochi. Nell’estate del 2002, Anna-Kristina Widell è stata la prima donna a vincere il campionato del mondo di nickelharpa a Österbybruk, e la giovane violinista Jeanette Petterson, 16 anni, è diventata la più giovane “Riksspelman” di sempre, e per di più al suo primo tentativo!

Comunque, se si guarda ai musicisti professionisti del folk svedese, si nota ancora un certo squilibrio, anche se non è così netto come 15 o 20 anni fa: mentre ci sono molte donne che lavorano dietro le quinte, come organizzatrici o volontarie, c’è ancora il dominio dei musicisti maschi sul palco (pagati, tra l’altro!).

 

 

I gruppi

 

Al giorno d’oggi, se un giovane musicista folk suona in un gruppo - il che è molto probabile - si tratta presumibilmente di un gruppo di musica tradizionale, che si esibisce per lo più in acustico, e che però propone anche composizioni proprie, con arrangiamenti più o meno moderni. Gli esperimenti techno-folk degli Hedningarna e dei Garmarna, quelli folk-rock degli Hoven Droven e quelli folk-jazz-avantgarde dei Groupa, hanno spinto questa tendenza alla contaminazione così in là, che in ogni nuovo gruppo che tenterà la fortuna in questo genere, susciterà inevitabilmente una reazione di “già visto”, e verrà sempre paragonato a questi gruppi. La reazione dei giovani musicisti folk a questo fenomeno porta verso un ritorno alle origini, alla musica in acustico e a formazioni meno numerose. E questo è il caso di gruppi come Ranarim, Eter, Alwa e molti altri duo destinati a vita breve.

La tendenza a formare gruppi più piccoli ha anche un vantaggio economico. In Svezia, la maggior parte degli organizzatori che propongono concerti di folk sono piuttosto piccoli, hanno palchi piccoli e pochi soldi. Se vogliono rischiare e allestire uno spettacolo grande e costoso, è solo per proporre un gruppo già affermato, che attiri molta gente e che di conseguenza gli faccia guadagnare un bel po’. Rischiare per un gruppo meno conosciuto potrebbe essere troppo pericoloso. E’ per questo che molti musicisti folk che vogliono diventare professionisti tendono a formare piccoli gruppi.

Un altro fenomeno nuovo sulla scena folk mondiale di questi ultimi anni è quello del crescente numero di dischi pubblicati da un solista famoso, accompagnato da musicisti. In passato il folk era un genere per solisti, poi negli anni Ottanta e Novanta la moda delle Folk Band ha colpito la Svezia: nessun musicista era più importante di un altro all’interno del gruppo, e questo è tutt’ora valido. Ma adesso, i musicisti folk che si sono fatti un nome - spesso all’interno della stessa band – hanno iniziato a pubblicare dischi da solisti, e gli altri musicisti fanno solo l’accompagnamento. Questo concetto è senza dubbio preso in prestito dal mondo del rock, del pop e del jazz, dove è sempre stato un fatto comune, ma per il genere folk è una cosa del tutto nuova.

 

 

La musica commerciale

 

Due dei più importanti cambiamenti nel mondo del folk avvenuti negli ultimi 10 – 15 anni, che sono collegati tra loro, sono la perdita di un’ideologia oppositiva, e la sua commercializzazione. Come accennato precedentemente, sia la destra che la sinistra – anche se per motivi ideologici diversi - hanno usato il folk come un’arma contro i “demoni” della musica popolare, ma la maggior parte dei giovani che suonano musica folk oggi non sentono tale minaccia. Molti di noi sono cresciuti con la musica popolare, e hanno scoperto il folk solo più avanti negli anni. Molti di noi ascoltano e amano altri generi, come il pop , il rock e il jazz, ne sono ispirati, li suonano, anche se sono musicisti folk, senza problemi. Ecco, forse siamo un po’ invidiosi di questi altri generi perché vi girano più soldi: così quando si cerca di diventare professionisti nel folk-business, automaticamente la musica folk diventa più commerciale, e più simile al pop e al jazz. Non è più semplice distinguere dalla copertina un disco folk da un disco pop o un  musicista pop dal modo di vestire. Nonostante per molti sia ancora un fenomeno alternativo, è possibile trovare musicisti folk che assomigliano nel look alle pop star, ed è difficile vedere giovani musicisti folk vestiti con costumi tradizionali. Ogni collegamento tra i musicisti folk e l’ambiente rurale è scomparso, la musica folk oggi è un fenomeno più forte nelle città e ha un vasto seguito nelle università. Considerando questo processo di commercializzazione, una risposta facile alla domanda di Anders Rosen sarebbe che i giovani musicisti folk oggi stanno cercando le cose sbagliate: stanno vendendo l’anima della musica folk tradizionale, tentando di renderla popolare, in modo da ricavarci più soldi. Credo che sia una risposta troppo semplice e non del tutto vera. Certo, molti giovani musicisti oggi tentano di vivere della loro musica, sono attenti a quello che la gente pensa di essa, ma non credo che ciò li faccia scendere a compromessi con i loro ideali artistici più di quanto facciano i musicisti pop e jazz. Penso che un giovane musicista folk di oggi sia in grado di raccontare storie e suscitare emozioni nelle persone con la sua musica, così come facevano quelli di un tempo, di cui parla Anders Rosen. E’ solo che essendo cresciuti in un contesto musicale completamente diverso da quello dei musicisti folk della vecchia generazione inevitabilmente hanno gusti musicali differenti. Non stanno rinunciando ai loro ideali, stanno semplicemente cercando altri aspetti nella musica.

 

 

Nessun limite di età

 

Fortunatamente in un genere in cui l’età non ha importanza, c’è grande spazio per tutti! Un fenomeno particolarmente positivo è che la differenza generazionale tra i musicisti folk attivi negli anni ’70 e quelli che invece sono nati in quell’epoca, si sta riducendo notevolmente. Ora ci sono molti gruppi composti da musicisti di diverse età: uno degli esempi più significativi è l’inserimento della giovane cantante Sofia Karlsson nella formazione del longevo gruppo folk-fusion Groupa. Dunque non c’è pericolo che l’interesse per il folk svedese possa diminuire; con il crescere del numero di insegnanti di musica folk nelle scuole, il trasferimento delle conoscenze della musica tradizionale alla nuova generazione sembra assicurato!