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Tangokvintetten

 

 

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Northern traditions

 

Tangokvintetten plays Piazzolla

 

La musica di Astor Piazzolla è entrato nell’anima musicale di molti di noi, anche non praticanti l’arte del tango come danza. O anzi forse anche per questo: la libertà compositiva di Piazzolla, il suo avvicinare le melodie del tango ad altri generi e strumenti musicali, il suo ampliare i confini del “tango”, il suo cercare strade nuove pur partendo dalle radici, è forse più apprezzato da chi il tango lo decifra come un linguaggio universale e non solo come un ritmo con le sue storie, i suoi impulsi e le sue dinamiche.

Sono tanti i dischi di Piazzolla che hanno affollato i miei scaffali di dischi e cassette, e tante le sensazioni che mi ha regalato negli anni.

Per questo motivo appena avuto tra le mani il cd dei danesi Tangokvintetten, l’ho ascoltato con curiosità. Quale poteva essere l’incontro tra l’anima musicale del tango, che ha la sua patria a sud del mondo, e l’anima musicale di un gruppo del nord Europa? Una domanda che prima ancora di mettere il cd sul “piatto” ha in realtà già una risposta. L’incontro tra Nord e Sud in nome del tango è avvenuto da molto tempo con ottimi risultati musicali. Sto parlando della Finlandia dove il tango arriva negli anni ’20 del novecento, diventa presto uno standard nel repertorio dei pelimanni (musicisti tradizionali che suonano per le feste e per il ballo) e si arricchisce poi con l’estro e la tecnica di musicisti del calibro della fisarmonicista Maria Kalaniemi (senza dimenticare musicisti come Johanna Juhola, Milla Viljamaa, …).

Tuttavia questo incontro tra i danesi e Piazzolla appare diverso. Forse meno estroso (competere con Maria Kalaniemi è difficile…), ma più ricco e più vicino al “nuevo tango” di Piazzolla.

Sicuramente con il “nuevo tango” originale i danesi condividono  il quintetto tipo (violino, piano, chitarra, contrabbasso e bandoneon): un quintetto in grado di esplorare tutte le sfumature di Piazzolla. Di far emergere i suoi viaggi attraverso tre continenti, la sua idea di musica. Un tango nuovo con sulle spalle un mondo sonoro più vasto, più profondo e più emozionante: dai colori del jazz, a quelli della musica classica e del mondo folk.

I cinque componenti del gruppo che, come accaduto d’altronde in Finlandia, sostituiscono il bandoneon con la fisarmonica, hanno nelle corde tute queste sonorità e queste sfumature. Ad esempio con il violino di Bjarne Hansen solista in diverse orchestre da camera o la fisarmonica di Branko Djordevic, vincitore di numerosi premi in ambito classico e folk. Stessa ecletticità anche per gli altri musicisti: da Ole Bartholin Kiilerich (pianoforte), attraverso Jørgen Ehlers (chitarra) fino a Jens Krøgholt (contrabbasso).

Insomma un ottimo feeling, un’ottima esecuzione e un ottimo ascolto da consigliare non solo per chi ama Piazzolla e il tango, ma anche e solamente ama la buona musica: quella in grado di riprodurre bene sia l’energia fremente che la malinconia commossa che ogni vita musicale porta con sé.

 

Tiziano Menduto

 

 

GO’ Danish Folk Music  GO0314

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