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Utla

 

 

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Northern traditions

Questa  recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista   

“Folk Bulletin: musica, danza, tradizione” (per ogni utilizzo di questi materiali contattarla preventivamente)

 

   

“SONG”

UTLA

 NORCD – NORCD 0351 - 2003

Folk-jazz progressivo, NORVEGIA

 

 

Apro molto volentieri il primo “disco del mese” della rubrica “Northern Light”, con una sorta di ponte virtuale ma non casuale con l’altra rubrica che ha visto da poco tempo gli albori su FB e che si occupa di ”ethno-jazz”.

Utla è una delle formazioni di punta di uno dei musicisti, sassofonisti, più interessanti in Europa, Karl Seglem.

No, non è casuale - come prima già accennato – che questo sassofonista sia norvegese. Norvegese come il più famoso Garbarek e scandinavo come una grande schiera di ottimi e originali jazzisti europei. Non è casuale che di fronte a questa ricchezza di musicisti di qualità scelga, in una delle zone europee più ricche di musica tradizionale senza commistioni, di partire con qualcosa che tradizionale in senso stretto non è.

Per conoscere gli Utla è necessario prima partire dall’interessante figura di Karl Seglem, che oltre all’attività musicale è anche direttore dell’etichetta NORCD, un etichetta che, seguendo la linea di Seglem, si occupa di esplorare i confini tra tradizione, jazz e improvvisazione. Avvicinandosi alla ventina di CD prodotti (con gruppi vari, specialmente Utla e Isglem,  e in solo) Seglem è uno di quei personaggi, meno conosciuti in Italia di altri musicisti come Annbjorg Lien, che rappresentano uno dei culmini massimi della ricerca musicale nel mondo nordico.

Il gruppo degli Utla normalmente è formato da un trio. Troviamo al violino dell’Hardanger (hardingfele) Håkon Høgemo, uno dei più affermati violinisti norvegesi, vincitore per diversi anni del National Contest for traditional Music. Alle percussioni, alla batteria e allo scacciapensieri (molto usato nelle tradizioni norvegesi) Terje Isungset, ottimo e originale percussionisti, musicista in diverse formazioni di prestigio (tra cui anche i Groupa svedesi).  Oltre al sax tenore (e a corni usati nella tradizione) di Karl Seglem - di cui abbiamo già parlato – troviamo per questo disco un’ospite molto gradita. Essendo il disco dedicato alle canzoni (Song), l’ospite non poteva essere che la voce di Berit Opheim, cantante con grande esperienza nel mondo tradizionale del kveding (kvede è una vecchissima parola che indicava il canto).

Con tanti e tali interpreti il risultato non poteva che essere all’altezza di tutti gli aggettivi altisonanti che non sono uso ad utilizzare nelle mie recensioni.

Il disco è bello. Pratica una commistione in cui le radici norvegesi rimangono ben riconoscibili (la maggior parte dei brani è tradizionale) e che lascia poco spazio alle mode. Ricco di spunti originali, in ambito armonico e ritmico, di una voce affascinante, di un sax che non è mai di troppo, “Song” è proprio adatto a rappresentare il disco del mese.

 

                                Tiziano Menduto

 

 

 

NORCD

Kongensgt.16, 0153 Oslo, Norway

www.norcd.no