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Northern traditions

 

Questa  recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista   

“Folk Bulletin: musica, danza, tradizione” (per ogni utilizzo di questi materiali contattarla preventivamente)

 

   

“GRONT”

     Väsen

Xource Records – XOUCD 126 1999

Musica Tradizionale, SVEZIA

 

   

E’ vero, la recensione è un po’ tardiva. Eppure è ancora attuale: non è proprio in questo anno appena passato che l’interesse verso la musica nordica è felicemente cresciuto? Come tralasciare, allora, il gruppo dei Väsen che nelle sue esibizioni estive ha saputo  stupire piacevolmente un pubblico non troppo abituato alle sonorità nordiche?

I Väsen  sono sicuramente uno dei maggiori gruppi sulla scena del folk revival svedese. Attivi da più di dieci anni, non solo hanno registrato diversi album che hanno incontrato un ottimo favore di critica, ma hanno mostrato di avere una resa ancora migliore dal vivo dovuta alla relazione istintiva, all’affiatamento che scaturisce dal loro lungo lavoro comune, alla loro capacità di mantenere alta la tensione su un palco (esempio ne è un loro precedente album registrato in un concerto a Västerås nel 1995). Inoltre la loro abilità strumentale li ha portati individualmente a seguire diversi altri progetti musicali, ad esempio i Rotvälta per Marin o i Nordman per Johansson.

Ma partiamo da capo.

I Väsen in questo disco si presentano per la seconda volta in quartetto. Olov Johansson alla nichelharpa (uno dei migliori suonatori di questo strumento in Svezia, riksspelman nel 1984 e vincitore di altri premi nel 1990), Mikael Marin alla viola, Roger Tallroth alla chitarra e Andrè Ferrari alle percussioni.

Il suono è un suono di corde che si incontrano e giostrano senza mancare insieme di potenza espressiva e di intelligenza musicale. Il tutto applicato ad un genere che Agneta Stolpe, cantante svedese, definiva come “sguardo all’indietro per andare avanti”. Sì, quel “folk progressivo” che molti praticano con risultati che spesso lasciano, senza grandi mediazioni, tra i sentimenti contrastanti dello sconcerto e dell’ammirazione.

Ottime esecuzioni, belle composizioni (nessun brano è tradizionale). Tuttavia non sento sempre il trasporto emotivo che sono convinto non mancherebbe dal vivo.

Eppure la fusione di elementi musicali e stilistici diversi nei Väsen è sicuramente notevole. Elementi classici, jazz e rock si incontrano senza abbandonare precisi riferimenti alle tradizioni svedesi e dell’Uppland in particolare.

Insomma un disco veramente interessante in cui trovare sapori adatti a palati diversi.

Per gli amanti della danza si può trovare poco da ballare, eppure brani polskeggianti come “Ekorrn”, ricchi di sperimentazioni sapienti, non sono da perdere. Per chi ama il folk-rock più vicino allo stile Hoven Droven, sarà soddisfatto dall’ascolto di “Grontmannen”I. E la Svezia più sognante? La si può trovare in “Näcken”, brano che ricorda creature favolistiche capaci di far suonare un musicista in modo tale che nessuno possa smettere di ballare.

Tiziano Menduto

 

Questa  recensione è pubblicata per gentile concessione della rivista   

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Xource Records

MNW Records Group AB

xource@mnw.se

www.xource.com